25 anni con la cooperativa sociale La Mimosa

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Grassano ….. “bianco in cima ad un alto colle desolato, come una piccola Gerusalemme immaginaria nella solitudine di un deserto”….. così apparve Grassano a Carlo Levi quando vi giunse in un assolato giorno di agosto. Grassano è una cittadina lucana che fu molto segnata in passato da una forte emigrazione. Si partiva lasciandosi alle spalle il duro lavoro dei campi, spesso anche figli e moglie, per inseguire il sogno di una vita migliore per sé e la propria famiglia. Poi, finalmente, intorno agli anni 60, il sogno dell’industria arrivò anche in Basilicata, in Val Basento, a pochi Km da Grassano. Più tardi ci furono anche molte assunzioni nel pubblico impiego grazie anche alla legge 285/77. Non ci volle molto per dimenticare il passato e il boom economico ubriacò la nostra gente. Ma i futuri soci de La Mimosa, essendo forse figli di un Dio minore, non potevamo fruire di questo momento favorevole in quanto, tra i requisiti fondamentali richiesti c’era la “raccomandazione”!

Qualcosa però accadde: un corso di formazione regionale gestito dalla ASL di Matera ci fece conoscere il mondo della salute mentale. La legge 180 era stata approvata da poco e veniva applicata a macchia di leopardo: nel potentino continuava a farla da padrone il grosso ospedale psichiatrico Don Uva, nel Materano
invece, grazie all’attività della Provincia, alcuni operatori del Centro di Igiene Mentale e alcuni cooperatori avevano dato vita alle prime case famiglia. Le risorse non erano tante, gli operatori sociale di cooperative prestavano la loro opera più per motivi ideologici e che per la remunerazione che percepivano.
Noi ci lanciammo in quest’avventura con l’entusiasmo che solo a vent’anni si può avere. Avevamo un sogno.

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