Settore sociale: avviati i gruppi di lavoro per le diverse aree tematiche

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Condiviso il piano di lavoro, ciascun gruppo avrà il compito di analizzare più nel dettaglio il contesto di riferimento, aprire una riflessione sui punti di forza e sulle criticità esistenti e, infine, sviluppare una riflessione programmatica che tiene conto delle opportunità esistenti e/o potenziali, delle interconnessioni con gli altri comparti, utilizzando gli strumenti di progettazione disponibili.
Il percorso si propone altresì come ulteriore occasione per sviluppare una riflessione sulla opportunità di recuperare, in una fase storica di crisi profonda del sistema di welfare, il senso ed il ruolo stesso della cooperazione sociale: interlocutore privilegiato della pubblica amministrazione in quanto soggetto riconosciuto dalla stessa normativa di riferimento come sussidiario nel raggiungimento degli obiettivi di miglioramento della qualità della vita delle persone e delle comunità.

Sperimentazione servizio integrativo in contesto domiciliare

È in programma per venerdì 23 marzo 2012 l’avvio, nel comune di Castronuovo di Sant’Andrea, delle attività relative alla sperimentazione di modelli innovativi di servizi di cura per la prima infanzia.
Con Castronuovo di Sant’Andrea si chiude la fase di start-up della sperimentazione che ha visto coinvolti altri due comuni lucani, Brindisi di Montagna e Miglionico, le cui attività sono state avviate rispettivamente il 06 marzo ed il 09 marzo 2012.
La sperimentazione muove dalla sottoscrizione, da parte della Regione Basilicata, della convenzione relativa all’Intesa Conciliazione con il Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio. In conseguenza dell’Intesa infatti la Regione Basilicata (Ufficio Programmazione e Controllo di Gestione) ha affidato alla RTI Consorzio Meta – Istituto Pilota, attraverso un Avviso Pubblico, un’attività volta alla proposta e sperimentazione di modelli innovativi di servizi di cura per l’infanzia da implementarsi nei comuni lucani con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti.
Il progetto, che vede la collaborazione della cooperativa di servizi “LOS - Logistic of Services” ed il coinvolgimento come esecutore della cooperativa sociale “Nuova Civiltà”, entrambe cooperative di Legacoop Basilicata, si pone come obiettivo prioritario la realizzazione di modalità organizzative flessibili per l’erogazione di servizi di cura all’infanzia nei piccoli comuni, che dovranno consentire in prospettiva il raggiungimento di obiettivi strategici quali:
ampliamento e potenziamento dei servizi di cura per la prima infanzia attualmente esistenti in regione
sostenibilità economica da parte delle famiglie e dei comuni e, quindi, possibilità di replicare l’esperienza
maggiore equità sociale in termini di fruizione di servizi da parte di cittadini residenti nelle piccole comunità rispetto ai residenti nei centri più grandi
maggiore flessibilità e personalizzazione degli interventi in funzione del bisogno del gruppo di famiglie che ne fruiscono.
Ciascuna sperimentazione, rivolta ad un gruppo di bambini fino ad un massimo di 7, è condotta in contesto domiciliare inteso nella sua accezione più ampia o altro luogo ritenuto idoneo e prevede l’impiego di n. 2 operatori qualificati (uno dei quali educatore professionale) assunti con CCNL delle cooperative sociali. Agli operatori, già in possesso di adeguato titolo, è stata garantita una formazione teorico-pratica della durata di n. 16 ore oltre che fruiranno di una supervisione continua da parte di un team di supervisione. La presenza dell’educatore professionale si è resa necessaria, oltremodo, per consentire la sperimentazione dell’utilizzo - per la prima volta nel mezzogiorno - delle check-list ICF children, suggerite dall’OMS e che consentono una osservazione e analisi di tipo globale del bambino.
La sperimentazione in atto assume una grande valenza in quanto consentirà al gruppo di coordinamento di sviluppare una riflessione di merito, basata sull’evidenza, relativamente ad una serie di aspetti critici per questa tipologia di servizi che, ricordiamo, rientrano tra i servizi “di cura” per l’infanzia (di tipo socio-educativi e non di mera assistenza o babysitteraggio).
Il tentativo sarà dunque fornire la risposta più appropriata alle seguenti domande:
Quale deve essere il profilo dell’operatore per poter avere la titolarità e quindi la responsabilità di un programma di tipo socio-educativo in contesto domiciliare? Quali il titolo di studio e le competenze minime necessarie?
Quale il numero minimo degli operatori per ciascuna unità locale che consente di poter gestire in sicurezza le diverse situazioni che si realizzano?
Come ottimizzare i costi di gestione nell’ipotesi di impiego di n. 2 unità?
Quale il numero massimo di bambini per ciascuna unità locale e quali standard strutturali devono essere garantiti?

Franco Ritrovato

 

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