A Genova in piazza contro i tagli ai servizi sociali

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L'articolo da Repubblica Genova di Raffaele Niri

"È la rivolta dei buoni. Di quelli che, ogni giorno, tirano la carretta. Che portano in giro i nostri handicappati, aiutano i nostri anziani ad andare in bagno, sostengono i nostri bambini in difficoltà, appoggiano i nostri matti, fanno la spesa a chi non può uscire di casa. Oggi, solo nel Comune di Genova, ci sono 24mila persone assistite: con la macelleria sociale prevista dal governo Berlusconi diciottomila di queste ventiquattromila persone perderanno l'assistenza. Non il cinque, il dieci o il dodici per cento: qui si parla di tre persone su quattro. Se l'offensiva del ministro Sacconi è pazzesca, la controffensiva sta raggiungendo - a sorpresa - un livello incredibile. «Pensavamo ad un presidio a De Ferrari e abbiamo lanciato un primo appello - racconta, quasi stupito, uno che pure la politica la conosce a fondo, come Mario Calbi, già assessore ai servizi sociali del Comune di Genova - La risposta è stata incredibile, sia per quanto riguarda i singoli che le associazioni». L'appuntamento è per giovedì 4 novembre, alle 17, a De Ferrari, sotto il monumento di Garibaldi: ci sarà un corteo molto allegro (tra gli aderenti anche i Centro sociali, dallo Zapata al Pinelli, fino al Buridda), pieno di rappresentanti delle istituzioni (tra gli altri hanno aderito gli assessori Dondero, Rambaudi, Papi, Ranieri) ma zeppo soprattutto di giovani (e meno giovani) che lavorano nei servizi. Racconta il vicepresidente di Legacoop (e neo-presidente del Forum del Terzo Settore) Sandro Frega: «Si mettono in crisi intere comunità locali. In Liguria da 89 milioni del 2009 si dovrebbe passare a soli 29 milioni di euro. Risorse ridotte ad un quarto per la disabilità, i doposcuola, gli asili, tutto. Non si tratta solo di "passare la nottata", ma di affrontare una vera crisi strutturale che potrebbe prolungarsi nel tempo». Aggiunge il presidente di Arci Liguria Walter Massa: «Nella nostra regione oltre quindicimila lavoratori e migliaia di volontari, spesso in sinergia con il pubblico, garantiscono a migliaia di anziani, di disabili, di famiglie in genere la possibilità di sopportare più serenamente, o meno drammaticamente, una quotidianità sempre più difficile. Non possiamo arretrare». Giovedì in piazza parleranno don Andrea Gallo, Mario Calbi, alcuni dei firmatari: un corteo, ovviamente pacifico, da De Ferrari andrà fino a Corvetto (l'interlocutore è il governo e quindi l'appello verrà consegnato al Prefetto), dopo un confronto con Comune e Regione. «Questa è una rivolta che parte dal basso e che vede, incredibilmente unite, le mille voci della sinistra - spiega Calbi - Da Sinistra Critica ai centri sociali, da Rifondazione a Sel, dal Pd al Popolo Viola ci stanno tutti. La formula pensata da questo governo è già fallita negli Usa, in Inghilterra, ovunque. Ma sarebbe assurdo arroccarsi in difesa: al contrario, questa è l'occasione per ridiscutere i nostri servizi pubblici e migliorarli». In fondo è l'ottimismo della ragione".

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