CUPRAMONTANA: PODERE TUFI, DALLA BANDA DELLA MAGLIANA AL BENE COMUNE

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 COMUNICATO STAMPA

Venerdì 28 giugno, alle 10.30, incontro con don Luigi Ciotti, presidente di Libera, per inaugurare la comunità alloggio per persone con disagio psichico e la fattoria sociale nate da un progetto delle cooperative sociali Vivicare e Pani e Tulipani, il Comune di Cupramontana e Libera

 

Cupramontana (An), 26 giugno 2013 – Dalla criminalità organizzata ad una comunità alloggio e una fattoria sociale. Il Podere Tufi, in via Fossatelli 3 a Cupramontana (An), dopo essere stato fra le proprietà di Enrico Nicoletti, tesoriere della banda della Magliana, rinasce grazie ad un progetto di collaborazione fra il Comune di Cupramontana, le cooperative sociali Vivicare e Pani e Tulipani e Libera-Associazioni nomi e numeri contro le mafie. E sarà proprio don Luigi Ciotti, presidente di Libera, a ufficializzare, venerdì 28 giugno alle 10.30, l'apertura di quella che oggi è la "Casa delle Associazioni", sede operativa del progetto, situata in un edificio del Podere Tufi. All'incontro, "Il Podere Tufi, dal bene confiscato al bene comune", parteciperanno anche Luigi Cerioni, sindaco di Cupramonta, Nicola Vannoni, presidente Vivicare, e Paola Senesi, referente regionale Libera, che presenteranno il progetto. Interverranno Antonio Canzian, vicepresidente Regione Marche, Franco Pesaresi, direttore Asp Ambito 9, Massimo Mari, direttore Dipartimento di Salute mentale di Jesi (An). La mattinata si concluderà con la visita al Podere Tufi. Vent'anni fa il terreno, con una superficie di 28 mila metri quadrati su cui c'è un fabbricato rurale di 200 metri quadri, ora ristrutturato, venne sequestrato e confiscato ad Enrico Nicoletti, tesoriere della banda della Magliana. Il Comune di Cupramontana (An), sulla base di quanto previsto dalla legge 109 del 1996 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, alla fine del 2009 ha stipulato una convezione con la cooperativa sociale Vivicare per la realizzazione di una comunità alloggio per persone con disagio psichico e di una fattoria sociale. Oggi, grazie anche all'impegno comune con la cooperativa sociale Pane e Tulipani e di Libera, il progetto parte anche con l'organizzazione a Podere Tufi, per il secondo anno, dei campi di promossi dall'associazione. La collaborazione e l'integrazione tra istituzioni pubbliche e privato sociale consente così di restituire alla comunità un bene che faceva parte dell'economia della criminalità organizzata.

 

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