Inclusione sociale e lavoro, l'esperienza di recupero del Csm di Termoli

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Venerdì 22 Giugno, dalle 9 alle 19, presso la sala convegni dell’Hotel Meridiano, il Centro di Salute Mentale di Termoli, diretto dal dottor Angelo Malinconico, organizza un convegno dal titolo: “Inclusione sociale e lavoro: l’esperienza del Progetto Sperimentale di Inserimento Lavorativo a Termoli e nel Molise”.
Partners nell’organizzazione sono anche: la Cooperative Il Mosaico (che gestisce il Centro Socio-lavorativo di Termoli); Progetto Popolare e Diversamente (operative che gestiscono il Centro Diurno); l’AIRSaM (Associazione italiana Residenze per la Salute Mentale); Incontrarsi (l’Associazione basso-molisana di Familiari, Utenti, Amici).

Il Convegno vedrà la partecipazione sia dei rappresentanti del mondo politico e della ASReM, che hanno finanziato il progetto regionale (appena rinnovato), sia degli specialisti del settore. Parliamo dei referenti dei Dipartimenti di Salute Mentale di Isernia e Campobasso, di rappresentanti di spicco della Lega delle cooperative (Bettoli e Brunato), della voce dei familiari e dei pazienti stessi (Consiglia Maggiora), dei vertici dell’Associazione Italiana Residenze e Risorse per la Salute Mentale (gli ex presidenti Barone e lo stesso direttore del CSM, dr Malinconico, nonché il presidente attuale, D’Alema).
Il Convegno avrà una “coda”: uno spettacolo di musica popolare, danza e ritmo, con gli “Scettabbann”, noto gruppo lucano, che si esibirà nella splendida cornice della nuova piazzetta sul porto turistico, alle 21,30 di Venerdì stesso.

Questi alcuni dati tecnici forniti dagli organizzatori.

Parlare di lavoro, oggi, specie in riferimento alla popolazione degli utenti dei Centri di Salute Mentale potrebbe sembrare fare discorsi fantasiosi, ma l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel rapporto redatto nel 2001, ha messo in risalto la stretta connessione esistente tra fattori biologi, psicologici e sociali nel determinare patologie sia fisiche che mentali.
L’accesso al lavoro per categorie svantaggiate ha costituito e costituisce un nodo cruciale delle politiche di inclusione sociale, evidenziando storicamente una profonda differenza fra nord e sud dell’Italia. Non a caso i numeri sulle persone svantaggiate inserite nel mondo del lavoro si
concentrano al centro-nord e, parimenti, il numero di cooperative sociali di tipo B (quelle composte da pazienti e cosiddetti normodotati) vede prevalere nettamente il centro-nord sul sud.
In questo quadro vanno riconsiderate, valorizzate e rilanciate politiche e azioni di sviluppo locale entro cui la salute mentale (e quindi l’inclusione sociale) delle persone svantaggiate sia parte integrante dei piani di sviluppo: una comunità responsabile e competente è anche accogliente. La Regione Molise e la ASReM hanno risposto con atti concreti. Ad esse si è aggiunta la Provincia di Campobasso con un recente protocollo d’intesa. Il Comune di Termoli ancora non si esprime, purtroppo, sulla propria adesione, cosa fatta invece in passato.
Al centro del Convegno vi è quindi l’esperienza dei Centri per l’Inserimento Lavorativo a Termoli, a Isernia e Campobasso.
Il Centro Socio Lavorativo di Termoli, in particolare, è frequentato da 12 pazienti in pianta stabile e da altri (in numero variabile tra 10 e 15) che frequentano uno o più laboratori. I laboratori strutturati sono quelli di arti espressive, oggetti marini e produzione di bijoux. I pazienti hanno scelto di farne parte liberamente a seconda delle loro propensioni e interessi.
Si parte sempre da un’attenta valutazione dei punti di forza e di debolezza, si lavora al fianco del paziente, modellando l’intervento dell’operatore e cercando il più possibile di rispecchiare lo stato e il sentire del paziente giorno per giorno.
Una collaborazione fondamentale è stata anche quella con l’Associazione di Utenti e Familiari “Incontrarsi” la quale, sempre attenta ai bisogni dei congiunti, ha sostenuto ogni iniziativa del Centro Socio Lavorativo. Tutto ciò in netto contrasto con il fiorire di tentativi di riformare la famosa legge 180. Proprio recentemente la commissione parlamentare ha approvato una proposta (cosiddetta “proposta Ciccioli”) che di fatto mina alle basi 30 anni di progressi e risultati brillanti della moderna concezione di Tutela della Salute Mentale.
Afferma in merito il dottor Malinconico : “I luoghi ed i metodi proposti dalla nostra pratica psichiatrica, psicologica, clinica, sociale sono quelli costruiti addosso e attorno ai pazienti, nei loro contesti di vita. Cerchiamo di offrire, nel Progetto Terapeutico, anche opportunità di lavoro. Operiamo perché pazienti, famiglie e operatori non siano mai soli, ma immersi in una rete relazionale che li attraversa e li trasforma radicalmente in persone verso le quali noi tutti abbiamo l’obbligo (non la possibilità, ma l’obbligo) di far emergere le potenzialità, quelle che alcuni definiscono “diverse abilità”, espressione che rappresenta ancora una forma di stigma. Io parlerei di abilità specifiche, concetto che del resto vale per ognuno di noi. Per questo motivo diventa terapeutico per il paziente sperimentare, a partire dal contesto terapeutico, nuovi ruoli sociali, diversi da quelli prefissati nella sua condizione di malato, per essere nuovamente presente all’interno di una dimensione relazionale fondata sul riconoscimento dell’altro e sull’apertura allo scambio”.

 

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