"Genova insieme": la prima cooperativa con l'animo ultras

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Contrastare la violenza negli stadi, attraverso un’organizzazione lavorativa in forma cooperativa è possibile. Come? Lo testimonia la storia della cooperativa sociale “Genova Insieme”. Nella primavera del 1989 ci furono feroci scontri tra gli ultras genoani e sampdoriani culminati, il 16 maggio, con 19 arresti, 7 feriti e molti danni. Nei giorni seguenti la Questura di Genova convocò i capi ultrà delle due squadre per ristabilire un dialogo tra le tifoserie rivali e, quindi, fare chiarezza, ponendo fine a qualsiasi ostilità. Il mondo istituzionale condannò duramente gli incidenti ed emerse l’impellente necessità di avviare un programma rivolto ai giovani, una “Campagna di educazione alla non violenza”, per eliminare le degenerazioni del tifo esasperato. Dalle ceneri di uno scontro nacque così nel 1992, dallo sforzo comune della Commissione Consiliare per la prevenzione della violenza negli stadi e delle tifoserie di Genoa e Sampdoria, la Cooperativa Sociale “Genova Insieme” con l’idea di dare un’occasione di lavoro che generasse integrazione sociale, attraverso la manutenzione e la pulizia dello Stadio Luigi Ferraris prima e dopo le partite. Da allora molte situazioni sono mutate come la trasformazione in Cooperativa di tipo B per poter rispondere alle esigenze delle persone svantaggiate. “Lo scopo statutario” - spiega Luigi Scotto, attuale Presidente di Genova insieme, tra i soci fondatori della cooperativa- “è l’inserimento nel mondo del lavoro di ragazzi particolarmente difficili, che trovano nella cooperativa motivo di riscatto sociale”. “Il progetto di inserimento” -spiega- “viene considerato a ‘bassa soglia’, proprio perché i ragazzi hanno uno stretto dialogo su come viene gestita la cooperativa; inoltre sono previsti, annualmente, corsi di riqualificazione professionale, ad esempio di informatica, idraulica, elettricista, carpenteria in ferro, in collaborazione con Regione, Provincia, Endform, Isforcoop, Consorzio Omnia, Ucil, per dare modo ai giovani di poter aspirare ad un miglior tipo di lavoro, ferma restando la sicurezza che la cooperativa dà loro di mantenere una occupazione”. Attualmente la cooperativa Genova Insieme dà occupazione a 50 persone tra soci e dipendenti, e nell’ambito strettamente lavorativo si occupa di servizi di pulizia civile ed industriale, raccolta differenziata dei rifiuti, guardianaggio, facchinaggio, gestione e custodia aree parcheggio e reinserimento nel mondo lavorativo di fasce svantaggiate attraverso progetti di formazione. Collabora con AVIS, Music For Pace, Emergency, Mani Tese e da quattordici anni opera anche presso Ikea Italia S.p.a., la multinazionale svedese che produce mobili, inizialmente attraverso la gestione del parcheggio macchine, successivamente al recupero delle borse gialle e dei carrelli, infine al montaggio ed allo smontaggio dei mobili da Ventimiglia a la Spezia. “Attraverso il lavoro quotidiano siamo cresciuti sul piano professionale e maturati sul piano personale” -racconta Scotto- “e questo ha cambiato il rapporto tra le due tifoserie, ma nonostante tutto, le nostre identità restano invariate come il modo di vivere la squadra. Non vorrei che si intendesse l’esperienza comune della cooperativa Genova Insieme come un tentativo di fusione di entrambe le tifoserie. Quando c’è il derby ognuno per conto suo, sugli spalti siamo separati".

Flavia Iurilli
Ufficio stampa Legacoop

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